Il seno di Amina infiamma l’Islam tunisino

Nella giornata in cui i salafiti avevano dato appuntamento per un raduno non autorizzato, a Kairouan è comparsa Amina, la ormai celebre Femen tunisina19 enne, che si è presentata di sorpresa nello spiazzo adiacente alla moschea di Kairouan. È riuscita a entrare in città e ad arrivare fino alla zona calda perchè – geniale sarcasmo per una anti-islamista come lei – era coperta da un velo. Ha fatto solo una scritta, “Femen” (il nome del gruppo di attiviste che protestano a seno nudo, ndr), su un muretto, poi è stata circondata da un gruppo di poliziotti che (cortesemente, come si vede da un video) l’hanno scortata via, mentre vari uomini le gridavano contro. Le si attribuiva l’intenzione di spogliarsi. Sarebbe stato per la prima volta “dal vivo”. Finora l’aveva fatto solo attraverso foto prese in ambienti chiusi. Sulla presunta tentata protesta semi-nudista è in corso un vero e proprio dibattito, con prese di posizione contro Amina da parte di esponenti di partiti laici che l’accusano di portare acqua al mulino islamista, attentando al pudore. Per il resto Ansar el Sharia, l’organizzazione salafita che ha tentato di sfidare i divieti a manifestare domenica in Tunisia, dalla giornata è uscita molto male: non solo per la forza dell’apparato repressivo dispiegato dal governo, ma per l’isolamento in termini di opinione e di consenso, e per l’immagine di confusione che ha dato. Non ha accettato le mediazioni che venivano offerte, non è riuscita a realizzare nessun raduno a Kairouan, ha annunciato solo all’ultimo di ripiegare sul “bastione popolare” della borgata Citè Ettadamen nella banlieue di Tunisi. LA GUERRIGLIA URBANA che si è dispiegata – con feriti sia nella polizia che tra i manifestanti e un morto – ha visto come protagonisti, come già altre volte, i giovanissimi arrabbiati di quella periferia. Oggi coi salafiti, domani potrebbero essere con qualcun’altro. La vittima, il 27 enne colpito da un proiettile della polizia, non era un militante in senso stretto. I suoi funerali si son svolti senza nuovi incidenti. Da Doha in Qatar – dall’alleato preferito – il capo del governo islamista di Ennahda, Ali Larraied ha comunicato che verranno analizzate con attenzione le posizioni dei 200 arrestati nella giornata, e che Ansar El sharia è da considerarsi come implicata nel terrorismo. È la prima volta che usa un termine così pesante. A essere generosi nel conteggio, un migliaio sono stati i manifestanti a Citè Ettadamen e un migliaio a Kairouan. Ma nella “città santa” dove originariamente si doveva svolgere il raduno salafita, a protestare contro la polizia sono stati essenzialmente giovani abitanti disturbati da alcuni controlli di troppo. La abbondante copertura mediatica, anche internazionale, della giornata dei salafiti antagonisti, ha già avuto però degli effetti preoccupanti sulla stagione turistica, che sembra risollevarsi dopo la crisi post-rivoluzione. Poche ore dopo gli incidenti di Citè Ettadamen, è arrivata la cancellazione di grossi gruppi di turisti tedeschi, per un totale di mille presenze.

Via: mentiinformatiche.com


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