Les intégristes: le proteste dei cattolici integralisti francesi, tra cortei …

di Stefano Capponi

Non sembra che tutto questo stia succedendo a Parigi, città di consueto indicata come incrocio di culture e idee, di arti e soprattutto che ha tra le sue caratteristiche principali quell’apertura mentale che investe i suoi abitanti, pure non privi di difetti.

Ma non è una protesta essenzialmente parigina quella che è in corso in Francia, e che ha la capitale come teatro, ma qualcosa che riguarda l’ambito nazionale. Forse la crisi economica? La disoccupazione? La malapolitica, o le paure per il futuro? Niente di tutto ciò: a far marciare in piazza migliaia di persone sotto il Ministero della Famiglia francese, nel VII Arrondissement è la contrarietà degli integralisti cattolici alla legificazione in corso del matrimonio egualitario da parte del governo del Presidente socialista François Hollande.

La manifestazione degli “Integristes” Fonte immagine: LeMonde.fr

Ma chi sono i manifestanti? Dell’organizzazione della manifestazione si è occupata Civitas, un movimento integralista vicino alla Fratellanza sacerdotale di San Pio X, una società fondata nel 1970 da Marcel Lefevbre, ispiratore del movimento per la messa in latino e su posizioni anti-Concilio dei Lefevbriani. In molti, anche non strettamente aderenti, si sono dunque riversati in piazza col sostegno tacito delle autorità cattoliche: una piazza contro l’”homofolie”, ovvero l’”omofollia”, un modo per appellare le rivendicazioni dei gruppi LGBT che vogliono un trattamento paritario.

Da un punto di vista politico, in Francia il distacco tra Stato e Chiesa è molto più marcato, e la laicità è un valore molto più sentito e su cui c’è ben poco da discutere, prima di tutto per le sinistre, ma anche per tutte le parti politiche. E’ per questo che nessun importante partito, nemmeno di destra, ha aderito ufficialmente alla manifestazione. Tuttavia, vari politici e militanti del Front National, l’estrema destra di Marine Le Pen, che non ha voluto aderire con il suo partito ma ha lasciato libertà ai singoli, sono stati visti sfilare “a titolo personale”, insieme ad alcuni eletti dell’UMP. Erano presenti militanti dell’estrema destra anche a Lione, altra grande città dove si è svolta una manifestazione.

“Première, deuxième, troisième génération, nous sommes tous des enfants d’hétéros ” , intonavano i manifestanti, affermando di essere da tre e più generazioni tutti figli di coppie etero, e segnalando per questo la loro visione politica molto netta e forte: la tradizione è un punto fondamentale, e deve imporsi anche a dispetto dei diritti più o meno fondamentali dei singoli, che non esistono in quanto non dati da essa.

Ma è qui che sono scese in campo le femministe: in particolare il movimento Femen, collettivo femminista poco ortodosso di origine ucraina, che ha la particolarità di esprimere il proprio dissenso a seno nudo, una maniera che porta in alcuni “shock”, ma comunque pacifica e anti-violenta. Femen si batte per i diritti delle donne, ma pensa che qualsiasi pacifica minoranza o gruppo nella sostanza da alcuni osteggiato debba avere il supporto per esistere e vivere liberamente. Inoltre, Femen si batte anche contro il maschilismo che a volte si vede anche in alcuni settori ecclesiastici. E’ per questo che molte militanti hanno organizzato una manifestazione pacifica vestite da suore, al grido di “In gay we trust”, con dei piccoli estintori che comunque non hanno usato, per simboleggiare il voler soffocare le fiamme dell’ira della massa.

Militante di Femen durante i pestaggi anti-femministi Fonte immagine: RTL.fr

La folla degli integralisti si è adirata, e ha attaccato le femministe prima in maniera verbalmente pesante, e poi con vere e proprie botte. Non importava né che fossero donne, né che esercitassero il loro dissenso in maniera anti-violenta: molte attiviste hanno ricevuto diverse lesioni, per le botte ricevute dai manifestanti dell’altra parte.

Sembra strano che tutto questo debba svolgersi in una città intrinsecamente europea come Parigi, e non in città dove questo è più frequente come nell’Est, ad esempio a Mosca; ma è forse anche segno di come l’irrazionalità di certe componenti estreme si stia diffondendo in maniera sempre più internazionale.

Fonte: lemonde.fr

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