Una donna può mostare il seno come un uomo il torso? Femen …

Un'ex militante del gruppo Femen in Francia è stata condannata per "exhibition sexuelle" ("esibizione, esibizionismo sessuale", ndt). Si tratta della prima volta, dal 1965, che una donna viene condannata per questo delitto in Francia.


Éloïse Bouton è un'ex militante del gruppo Femen che il 20 dicembre del 2013 ha realizzato un'azione dimostrativa nella Chiesa della Madelaine a Parigi

La donna, 31enne e giornalista, è apparsa davanti all'altare a seno nudo, con indosso pantaloni di cuoio e un velo blu. Nelle mani un fegato di vitello, a simbolizzare il "feto abortito di Cristo". L'azione mirava a portare l'attenzione sulle posizioni antiabortiste della Chiesa Cattolica. 

Un anno dopo, il 17 dicembre 2014, il Tribunale di Parigi ha condannato Éloïse Bouton a un mese di carcere con la condizionale per "esibizione sessuale". La donna dovrà pagare 2000 euro di danni e interessi e 1500 euro di spese per rimborsi al sacerdote della Chiesa della Madelaine. Per protesta giovedì 18 dicembre il gruppo ha ripetuto, nello stesso edificio, un'azione simile

L'azione di Éloïse Bouton durò 2 minuti alla presenza della stampa: la donna, dopo essere stata fotografata se ne andò dalla Chiesa senza creare problemi di ordine pubblico. Fu il parroco della Madelaine a sporgere denuncia per "esibizione sessuale", condanna poi eseguita dal tribunale. 

Questo delitto, l'"esibizione sessuale", sta facendo discutere la Francia: il seno nudo di una donna ha per forza una carica erotica? C'è differenza tra il torso nudo maschile e femminile?

Di questo ha discusso il Tribunale, applicando (interpretandolo) l'articolo 222-32 del Codice Penale francese, che recita: «L'esibizione sessuale imposta alla vista altrui in un luogo accessibile agli sguardi del pubblico è punita con un anno di prigione e 15mila euro di multa». 

Se l'avvocato della difesa, Michaël Ghnassia, dice che la definizione del delitto di "esibizione sessuale" non è abbastanza chiara, poiché permette un'applicazione indiscriminata, per quello dell'accusa (ovvero la diocesi di Parigi), Laurent Delvolvé, non c'erano invece dubbi: le Femen sono delle «estremiste, che nel loro manifesto rivendicano: "Il mio corpo è la mia arma"», cosa che fa della loro battaglia un atto di natura sessuale, riporta Libération

«Dire che ci sono differenze tra uomo e donna è il riflesso di una visione, ormai vecchia, di una società che dovrebbe essere egualitaria», ha detto Éloïse Bouton, che nel frattempo non fa più parte delle Femen per diversità di vedute con il gruppo.

L'ultima volta che una donna è stata condannata per questo delitto in Francia è stato nel 1965: a Cannes una cittadina francese stava giocando a ping-pong a seno nudo sulla Croisette. 

Per protesta le Femen hanno aperto una petizione su Avaaz, indirizzando una lettera aperta al Ministro della Giustizia Francese, Christiane Taubira. 

Nel testo il gruppo ricorda che nonostante le loro azioni siano sempre basate sull'esposizione del corpo, non sono mai state condannate per "esibizione sessuale" al di fuori della Francia (Tunisia, Ucraina, Brasile, Turchia, Spagna, Germania) e che in Francia sono molti i militanti che usano la nudità per manifestare (gli ecologisti, gli intermittenti dello spettacolo, o ancora gli Hommen, gli uomini che si oppongono al Mariage pour tous). 

«Si tratta di una condanna spoporzionata e discriminatoria, un processo per "blasfemia" sotto falso nome, che manda il messaggio secondo il quale una donna che usa la sua nudità per difendere i suoi diritti non una militante politica ma una pazza», ha dichiarato la Bouton a Le Parisien. Delvolvé, l'avvocato della Diocesi, si felicita invece del risultato, che mostra «il rispetto dovuto, in tutte le circostanze, ai luoghi di culto, specialmente quelli cattolici». 

Inna Shevchenko, la leader delle Femen, sull'Huffington Post (versione francese) critica l'applicazione della legge: «[L'articolo del codice penale, ndr] non parla di quali parti del corpo si possono o non si possono mostrate, e niente indica che la carica sessuale di un busto femminile sia superiore a quella di uno maschile. Non ci sono ragioni per le quali un torso maschile sia da considerare diversamente da uno femminile (...). Con le nostre azioni noi denunciamo l'ipersessualizzazione del corpo femminile, che spesso è ridotto a un oggetto di consumazione, spesso senza viso, nello spazio pubblico (...). Femen scrive sul corpo e sul seno dei messaggi politici per protestare contro questa rappresentazione pervertita dei nostri corpi. Ne riprendiamo possesso e li confrontiamo con i costumi antiquati per ottenere l'uguaglianza». 

Su Libération è apparsa, lo scorso 21 giugno, una tribuna di sostegno al gruppo. Il testo si intitola "La nudità politica delle donne non è erotica" ed è firmato da personalità politiche, scrittrici, associazioni e gruppi di varia natura. 

I firmatari dell'articolo puntano soprattuto sul fatto che la condanna della Bouton, oltre ad essere sproporzionata, è prima di tutto infondata: «Il seno femminile è un organo sessuale? Il torso di un uomo scoperto sarebbe caduto sotto i colpi di questa legge? Oggi tocca al tribunale decidere di queste questioni».

L'appello ricorda anche il caso di Sherry Glaser, fondatrice del collettivo americano Breasts No Bombs. La donna fu condannata per "esibizione sessuale" nel novembre 2005 dopo una marcia a seno nudo in California. Nel 2008 però è stata rimborsata con 150 mila dollari sulla base del Primo Emendamento della Costituzione americana. 

Éloïse Bouton nel frattempo ha fatto appello alla sentenza. La donna faceva parte anche di un gruppo di nove militanti che nel febbraio 2013 aveva "festeggiato" la partenza di Benedetto XVI esibendosi su una campana della Chiesa di Notre Dame a Parigi. Lo scorso 10 settembre il tribunale ha lasciato cadere le accuse, tra cui la degradazione della campana (alcuni scritte erano state fatte durante la performance) e "esibizione sessuale". 

 

 

 

 

 

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Via: agoravox.it


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