Vaticano, Ali Agca porta fiori sulla tomba di Wojtyla con i documenti …

natale 2014 vaticano blitz femen - Alì Agca sarà espulso dall’Italia perchè i suoi documenti di soggiorno sono risultati irregolari, secondo quanto si apprende, e non conformi alla legge italiana dopo un controllo da parte della Questura di Roma. Alì Agca è stato portato oggi pomeriggio in Questura a Roma, secondo quanto si apprende, per un controllo sui suoi documenti. L’attentatore di papa Wojtyla – che era già stato sottoposto a un controllo dell’Ispettorato vaticano – avrebbe poi lasciato gli uffici di via di San Vitale.«Sentivo la necessità di fare questo gesto»: così Ali Agca ha spiegato negli uffici dell’Ispettorato di Polizia l’ intenzione di portare fiori sulla tomba del Papa al quale sparò nel 1981. Agca è arrivato ieri in auto a Roma dall’ Austria. A chi ha avuto modo di incontrarlo ha mostrato un atteggiamento tranquillo. Ali Agca sarebbe stato riconosciuto in piazza San Pietro da un poliziotto che l’avrebbe accompagnato negli uffici dell’Ispettorato Vaticano per un controllo sui documenti. Agca ha già lasciato gli uffici di polizia. - Convalida dell’arresto, remissione in libertà con divieto di accesso nello Stato della Città del Vaticano, nella basilica e negli altri luoghi extraterritoriali. Lo ha deciso il Promotore di Giustizia Vaticano nei confronti della cittadina ucraina Iana Azhdanova attivista del gruppo «Femen», autrice del blitz compiuto due giorni fa in piazza San Pietro in occasione della benedizione Urbi et Orbi. Lo riferisce il direttore della sala stampa, padre Federico Lombardi. L’arresto era stato eseguito dalla Gendarmeria per i reati per vilipendio, atti osceni in luogo pubblico e furto nel giorno di Natale quando la donna, a seno nudo e con una scritta sul corpo con la parole «God in women», era salita sul presepe all’interno della piazza urlando slogan contro la Chiesa e prendendo anche in mano il Bambinello. Resta invece in attesa dell’interrogatorio del magistrato, e quindi in detenzione, Marcello Di Finizio, l’imprenditore friulano che il 21 dicembre scorso aveva cercato di salire, come aveva già fatto in passato altre quattro volte, la cupola della Basilica.

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Via: corrierediroma-news.it


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