‘Biografilm Festival’, rassegna di biopic da Hendrix alle Femen: in …

Raccontare storie di vite di personaggi più o meno conosciuti ai molti: è questo il motore del Biografilm Festival, giunto alla 10ma edizione.

La kermesse dal 2005 apre le porte dell’estate culturale bolognese e si conferma appuntamento di rilievo per cinefili e non, a livello internazionale. Una realtà in constante crescita che per questo anniversario si arricchisce di numerosi eventi collaterali e abbraccia spazi e luoghi ricreativi in cui il cinema, oltre a raccontare vite umane, incontra musica, letteratura, cibo e piccoli cinefili con laboratori dedicati interamente a loro.

Dal 6 al 16 giugno il capoluogo emiliano accoglie oltre 100 pellicole provenienti da tutto il mondo distribuite in 13 sezioni, tra cui quella del concorso internazionale che ne conta 10, aperta dal film statunitense The Punk Singer sull’attivista e icona femminista degli anni ’90 Kathleen Hanna, leader del gruppo punk Bikini Girl: una testimonianza della protagonista e di chi ha vissuto con lei, dagli esordi all’improvviso ritiro dalle scene.

Anche la giuria è internazionale, presieduta dal musicista Danny Bramson, colonna portante della produzione musicale per il cinema (Vanilla Sky, Ray, Il Signore degli Anelli…), il cui più recente lavoro è il film d’apertura del Festival Jimi: All Is by My Side. Ad aiutarlo il regista sudamericano Sebastián Lelio (Gloria), la sceneggiatrice italiana Ludovica Rampoldi, l’intellettuale Nicolas Philibert e Marco Pettenello, sceneggiatore di Carlo Mazzacurati e Andrea Segre (La lingua del santo, La prima neve, Zoran, il mio nipote scemo).

Proprio attorno alla pellicola d’apertura diretta dal regista premio Oscar John Ridley (12 anni schiavo), è ruotata la prima serata e il primo evento collaterale al festival: serata musicale dedicata al grande Jimi Hendrix con l’omaggio dei Quintorigo che nel 2012, per celebrare i 70 anni della nascita del chitarrista, hanno dato vita al progetto Quintorigo Experience riadattando altri due colossi come Frank Zappa e Charles Mingus. Stasera, poi, è prevista anche la proiezione del concerto che nel 1968 Jimi Hendrix tenne proprio a Bologna.

Personalità musicali, dunque, ma non solo. All’interno della sezione What’s Culture?, Noam Chomsky - uno dei più grandi linguisti del ‘900, attivo ancora oggi all’erà di 85 anni - è protagonista del progetto grafico del regista francese Michel Gondry che in Is the Man Who Is Tall Happy? An Animated Conversation with Noam Chomsky racchiude le riflessioni del filosofo tra illustrazioni e animazioni.

Storie di vite e di uomini raccontate trasversalmente in dieci giorni dunque, nel Festival nato nove anni fa con lo scopo di avvicinare lo spettatore al genere biografico, presentando lavori e documentari, anche di nicchia, piccole perle spesso schiacciate da una distribuzione poco consapevole. Un’ambizione ben ripagata dal successo di questo Festival dedicato ad intenditori, appassionati e anche ai curiosi che hanno voglia, per la durata di una film di immergersi in un’alta vita.

 

L'approfondimento. 'Lei disse si' in antemprima al Biografilm Festival

È il frutto di un progetto socialmente ambizioso. Lei disse si non è solo una storia d’amore, è un messaggio potente inserito in un film che sa essere divertente e toccante.

Il progetto nasce da quello che per la maggior parte delle coppie italiane è l’esigenza della condivisione ufficiale della propria unione: il matrimonio. La maggior parte. Esiste, in un paese titolare a pieni diritti della nomina di 'sviluppato', chi non può aver accesso, invece, ad un diritto che sta alla base della libertà individuale che è quello del riconoscimento non tanto di un amore – a detta di una delle protagoniste, termine inflazionato – ma di una condizione sociale tale che la sua negazione rende questa storia un grido di denuncia.

È questo un documentario nato da un blog, www.leidissesi.net, che racconta, dall’ottobre 2012, i preparativi di un matrimonio, poi evoluto in un crowdfunding che ha reso possibile la produzione del documentario.

Il matrimonio in questione è quello di Ingrid e Lorenza, due ragazze fiorentine che un paio di anni fa hanno deciso di coronare il loro sogno d’amore nel giorno del solstizio d’estate 2013, in Svezia (nazione d’origine di Ingrid) impossibilitate dal poterlo fare in Italia. E il film è la testimonianza della loro avventura a partire dall’annuncio fino al giorno delle nozze tra viaggi, confessioni e riflessioni.

Presentato in anteprima al Biografilm Festival a Bologna, ha meritato un lungo applauso a fine proiezione, davanti agli occhi delle protagoniste e della regista Maria Pecchioli presenti in sala e anche davanti agli occhi di parenti e amici della coppia, co-protagonisti nel film, in continuo supporto del progetto quasi come fosse una estensione reale della pellicola. Ed è esattamente ciò che spinge la regista a promuovere quella che da sempre è ritenuta un’istituzione borghese, che ora si trasforma in rivoluzione basata sulla necessità di eguaglianza e affermazione della propria identità, sulla necessità di non doversi nascondere e di non dover etichettarsi in un sottogenere.

In questo film non c’è nulla di più di un 'banale' matrimonio celebrato e vissuto da persone che amano a 360 gradi. Passata la festa e la commozione tipica 'da nozze', l’amara sensazione finale è come sia possibile che un matrimonio, un unione tra due persone, debba essere reso un evento, nel 2014, in Italia, atto a sensibilizzare e a far arrivare un messaggio per smuovere le coscienze.

Ingrid e Lorenza sono state anche a L'Aquila, invitate da Animammersa a raccontare la loro storia e la genesi del loro film. 

 

 

Via: news-town.it


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