Femen sì o Femen no? Dal Brasile, la speranza!

Sono passati solo tre anni e Sara Fernanda Giromin è arrivata a rinnegare il suo passato tra le fila delle Femen brasiliane.

Cose che possono capitare? Certamente. Cose che infondono speranza? Certamente. Soprattutto perché la protagonista di questa storia è colei che ha fondato il gruppo delle Femen in Brasile; soprattutto perché le denunce al mondo femminista (e all’ideologia gender!) che provengono ‘dall’interno’, in quanto legate all’esperienza personale, sono sempre più incisive; e soprattutto perché la Giromin si è anche esposta pubblicamente contro l’aborto.

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La ‘conversione’ a 360 gradi di Sara Fernanda Giromin – narrata in un agile libro dal titolo “Cagna, no! Sono stata tradita sette volte dal femminismo“, la cui vendita va in parte a finanziare la causa pro-life – è iniziata nell’ottobre di quest’anno, dopo la nascita del suo secondo figlio. Il suo primo bambino l’ha abortito. “Mi sono pentita – ha affermato, secondo quanto riporta il sito LifeSiteNews – di aver avuto un aborto e oggi chiedo perdono“. La nascita del suo secondo bambino l’ha infatti portata a concepire in maniera diversa la sua vita, tanto da spingerla ad affermare: “Per favore, donne che cercate disperatamente di abortire, riflettete attentamente su quello che volete fare. Mi è dispiaciuto molto quello che ho fatto. Non voglio lo stesso per voi“.

Accanto a questo, la Giromin sta denunciando al mondo la sua disillusione rispetto al femminismo e all’ideologia gender, arrivando a negare il suo bisessualismo (creato “artificialmente” per essere accettata nel gruppo) e a chiedere pubblicamente scusa – tramite un video pubblicato su YouTube dal titolo “Chiedo scusa ai cristiani per la protesta femminista” – per i gesti da lei compiuti nell’ottobre del 2014, quando si era baciata con un’altra ragazza seminuda di fronte alla chiesa di Nostra Signora di Candelária a Rio de Janeiro. Una foto che era diventata l’icona del disprezzo del mondo omosessualista nei confronti del cristianesimo.

Femen_We_Can_Do_It!_femminismo_utero-in-affittoLa Giromin aveva lasciato le Femen già nel 2013, denunciando il business collegato a queste forme estreme di protesta, ed era divenuta la leader di un nuovo gruppo femminista – aperto anche agli uomini – chiamato “Bastardxs“.

Salvo poi denunciare tutte le concezioni costitutive del mondo femminista. Su tutte, il fatto che il mondo femminista è in realtà contro le donne, contro gli uomini, contro le famiglie, contro il cristianesimo; e, al contrario, in favore dell’aborto, della prostituzione e della pedofilia, dell’uso di droga, del diffondersi del lesbismo e dell’omosessualismo…

Oggi la Giromin è una persona diversa. Ha cambiato strada. Gli effetti di questa trasformazione? “Oggi sono molto più felice e sono in grado di aiutare molto di più le donne“. Parola di ex-Femen.

Teresa Moro

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Via: notizieprovita.it


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