(S)coprire la tetta come "dovere di cronaca" (Femen e Repubblica)

Seguo sempre la (le? Sì, facciamo "le") Femen, sulla Colonna di Destra di Repubblica, dove nelle ultime settimane (09/12/1120/12/1121/12/11,18/01/12,28/01/12, 07/02/1213/02/12[1]) hanno scalzato di prepotenza Nicole Minetti (in purgatorio, al momento), Rihanna, il "lato B" (che è un modo orribilmente volgare per dire culo) di Pippa Middleton, la sorella di Pippa Middleton, le ginocchia raggrinzite delle star, le madonne piangenti, l'orso con un milione di fan su Facebook che cade vittima di cacciatori (con o senza fan su Facebook), il micio che torna a casa dopo sei anni e non si sa dov'è stato (e lui, omertoso, tace ancora!), i tatuaggi in generale, i tatuaggi in particolare di Lapo Elkann, i tatuaggi mimetici del Suv di Lapo Elkann, i tatuaggi con le scritte romantiche, motivazionali e religiose (di Lapo e Nicole), i tatuaggi cancellati sia che avessero scritte, evidentemente non più amorevoli, motivanti e sante, sia che fossero solo immagine senza didascalia, i gol di tacco cerchiati in rosso, i quasi gol, gli autogol, i gol del bambino e del cagnolino e del delfino, i gol sbagliati, i gol che non ci si crede che l'ha sbagliato, Nicole Minetti di nuovo nonostante il purgatorio, il panda che randella l'altro panda e gli frega il bambù, Jennifer Aniston (che non riconosco mai), le favolose scarpe delle star (senza imbugnate ginocchia, nell'inquadratura intendo), le pettinature folli delle star, i tweet folli e favolosi sulle scarpe e le pettinature delle star (genitivo oggettivo e soggettivo), il panda che fa pipì sull'altro panda (dalla Colonna di Destra si evince chiaramente come nella società pandiana i comportamenti antisociali e il bullismo siano problemi tanto diffusi quanto sottovalutati, dagli spettatori voyeuristici e pavidi), Rihanna di nuovo, i video di YouTube ciullati alla brava e tatuati con Repubblica Tv (ma il "riproduzione riservata" non c'è più, mi sembra; fine di uno stracult!), i video di YouTube ciullati alla brava e tatuati con Repubblica Tv, i video di YouTube ciullati alla brava e tatuati con Repubblica Tv.

Ora appunto dominano nella destra colonna le Femen, "attiviste femministe ucraine in topless" (composizione di citazioni da Repubblica) che vanno nel posto x, fanno la protesta, arriva la polizia e le arresta. Io sono innamoratissimo della "bella mora" nell'immagine qui sopra; scusate se la qualità non è il massimo, ma su Repubblica e gli altri quotidiani italiani c'era sempre e solo con le zinne fuori, ho dovuto tagliarla (jpg già compresso, croppato e ricompresso, bleah! Lei comunque sempre divinissima et angelicatissima). Su come "donna nuda + maschio rivestito di divisa e potere e potere di costringere + manette + sottomissione" sia o una catena simbolica che va cautamente trascinata in mura domestiche tra persone adulte e molto consapevoli o una catena reale e un immaginario ipersessista che va fermamente denunciato non credo vi siano da spendere troppe parole (ma si legga questo post di Femminismo a Sud).

Sul movimento Femen esprimeva poi dubbi Leonardo, paventando, in scherzosa chiusa, che una loro protesta contro il turismo sessuale in Ucraina, appunto documentata sui vari siti d'informazione con numerose foto discinte, potesse, paradossalmente, avere effetti del tutto indesiderati ("grazie al loro attivismo, il risultato è che io lettore italiano stavo guardando bellissime ucraine nude su una rivista. Va da sé che non succede niente, non credo che nessuno correrà a prenotare un fine settimana a Kyiv perché ha visto delle attizzanti ucraine nude su D o Vanity Fair o... o no?").

Al contrario di Leonardo non posso dare un giudizio, nemmeno scherzoso, sul movimento Femen. Ne so troppo poco. Mi interessa però chiarire velocemente come siano il sogno proibito di ogni giornalismo visivo che si vuole pimpante e provocante, ma sempre nel rispetto dei principi della professione ("etica professionale" potrebbe suonare polemico e ironico qui, lo danniamo quindi in parentesi).

Mostrare foto con le poppe di fuori è naturalmente consentito a un importante quotidiano nazionale, soprattutto in estate al mare, soprattutto se c'è sotto qualche didascalia birichina e stupidina, perché insomma ci sono quaranta gradi e non stiamo a prendere tutto troppo sul serio. Però 'sti servizi si pubblicano a malincuore, perché il pubblico vuole quello, ma col giornalismo serio, si sa, c'entrano poco. Anche se, si sa, c'entrano molto con la raccolta pubblicitaria. Però dispiace sempre un po' farli. E si cerca di farli, comunque, con un minimo di stile, ad es. chiamando il culo "lato B" (non riuscendoci quindi, con lo stile, intendo).

Vuoi mettere invece la soddisfazione con le Femen! Soprattutto d'inverno, quando il capezzolo marino forzatamente scarseggia. E qui in Italia le tipe stanno sotto quattro maglioni e c'hanno i termocollant e si lamentano; lì in Ucraina, Svizzera, Russia, a 10 gradi sotto zero o peggio, arrivano invece 'ste altissime magrissime informissime giovani ucraine con solo gli hot pants e il corpo pieno di scritte anti (e sì, una c'ha i tatuaggi con le scritte, per altro articolo della Colonna di Destra, eventualmente), e fanno la loro spettacolare protesta (anche con caschi da hockey artigianali carinissimi), fino a quando arriva la polizia che se le porta di via molto di malagrazia, quasi sempre. E le Femen urlano, si dibattono, si ribellano e guardano sempre dritto in camera. Lo scrivo senza alcuna condanna, il loro fine è appunto di massimizzare l'attenzione mediatica sulle loro proteste, o meglio sui temi delle loro proteste, anche se sfido qualunque lettore della CdD a nominarmi due temi tra le ultime sette gallerie sopra linkate e di certo cliccate.

E l'appena sfidato lettore di Repubblica è lì, tutto preso, che se le gode e le clicca una dopo l'altra. Un brividino BDSM [2] postprandiale dopo l'altro. E in redazione nessun senso di colpa, era ora! Si deve coprire giornalisticamente l'evento, per di più sull'estero, per di più sui movimenti di protesta, e l'agile fotonotizia è il mezzo privilegiato per documentarne il "forte impatto visivo".'Na botte de fero.

E comunque, spiace dirlo in tutti i sensi, meglio questo (s)coprire la tetta come "dovere di cronaca" che la solita botta ad minchiam di "black bloc[k]" riservata da Repubblica agli altri (ieri Grecia) movimenti di protesta.

[1] Unleash the power of "RICERCA REPUBBLICA.IT FOTOGALLERIE", ovvero l'Archivio della Colonna di Destra (ovvero la Permanenza dell'Impermanente, l'Eterno dell'Effimero).

[2] Extra LOL per informatici sadiani (Xho, de te loquitur). Wikipedia inglese si sente in dovere di chiarire che BDSM è "Not to be confused with DBMS".

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