Amina riesce a fuggire. E’ accusata dai fondamentalisti – Dazebao
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Vi abbiamo già rivelato dove: nell’ospedale pubblico “Razi Mannouba” che è al centro di Tunisi. Dice di averla affidata al medico che l’ha in cura. Ma è la stessa Amina a raccontare la verità. Una delle fondatrici del movimento, Inna Shevchenko, è riuscita a contattarla via skype. La ragazza, visibilmente scossa, dice di essere fuggita dopo il rapimento e le torture subite dai familiari che le avrebbero somministrato sedativi e psicofarmaci. L’avrebbero picchiata, sottratto il cellulare, distrutto la sim card. “Mi hanno anche fatto incontrare un imam che mi ha obbligato >>>
